Fototermico

 Attualmente, l’energia solare viene sfruttata sia per il riscaldamento dell’acqua ad uso domestico attraverso l’utilizzo di pannelli solari termici, che per la produzione di energia elettrica, grazie all’impiego di pannelli fotovoltaici. Se nel primo caso il maggior inconveniente è rappresentato dal costo, nel secondo caso, oltre al dispendio economico, si presenta anche il problema della bassa efficienza, dovuta al fatto che il materiale semiconduttore contenuto nel pannello fotovoltaico assorbe soprattutto la parte visibile della radiazione solare. Allo stesso tempo, non può essere trascurato il fenomeno della degradazione del silicio al crescere della temperatura.
 
Le celle fotovoltaiche in silicio cristallino convertono in genere dal 13 al 20% dell'energia radiante incidente, la restante energia resta intrappolata nella cella e va ad aumentarne la temperatura con conseguente perdita di efficienza di conversione in energia elettrica.
Tali considerazioni sono alla base di un’ idea progettuale che prevede la realizzazione di moduli solari ibridi in cui la produzione di calore e di corrente elettrica vengono abbinate in un unico modulo costituito da un pannello di celle fotovoltaiche tradizionale, sul cui retro aderisce un assorbitore termico in alluminio o rame che a sua volta trasmette il calore assorbito dalla radiazione solare ad una tubazione dove scorre una miscela di acqua e glicole. Tale soluzione oltre a recuperare l'energia termica per il riscaldamento dell'acqua sanitaria e degli ambienti domestici, consente di migliorare l'efficienza di conversione delle celle fotovoltaiche mantenendo il silicio a temperature relativamente basse.
 
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